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SAVE THE DATES! Goethe & Co
28 Maggio | 20:30 – 23:00
28/5/2026: “Alle reden übers Wetter” (Tutti parlano del tempo che fa) di Annika Pinske, Germania 2022, 89 min., lingua originale con sottotitoli italiani
Le previsioni del tempo per i prossimi giorni, la scelta della torta perfetta per un sessantesimo compleanno o il concetto di libertà di Hegel? Non si possono mai abbandonare completamente le proprie origini e la propria educazione. Clara deve rendersene conto quando torna nella sua “casa” nel Meclemburgo per il compleanno della madre. Clara si è certamente ambientata bene nel suo ambiente metropolitano berlinese: un ampio appartamento condiviso a Kreuzberg, ambizioni accademiche e un dottorato in filosofia, una figlia adolescente che vive con il padre. La vita (presumibilmente) autodeterminata di Clara nella grande città si scontra con i (presunti) limiti della provincia della Germania dell’Est da cui pensava di essere fuggita. Ma non è così semplice. Con una precisa sensibilità per i rispettivi ambienti, la regista Annika Pinske descrive dapprima la vita universitaria quotidiana tra contratti a tempo determinato e dipendenze accademiche, prima che Clara intraprenda un viaggio verso la sua famiglia in campagna e nel suo passato; un intelligente dramma sociale sulle mutevoli percezioni di casa.

21 Maggio | 20:30 – 23:00
21/5/2026: “Elaha” di Milena Aboyan, Germania 2023, 115 Min. (in lingua originale, con sottotitoli italiani)
Elaha, 22 anni, curda che vive in Germania, balla con esuberanza a un matrimonio, apparentemente libera e felice. Ma sua madre la chiama al tavolo e la rimprovera di darsi una calmata. Infastidita, la giovane esce dalla stanza per fumare con le amiche in bagno. In questo intimo incontro tra donne, la conversazione si sposta sugli uomini e infine sul fidanzato di Elaha. “Sei mai stata con Nasim?”, chiede un’amica di Elaha, che nega con veemenza. – La complessità e le contraddizioni del suo carattere sono già evidenti, ma il difficile equilibrio tra obbedienza e volontà personale diventa un punto di rottura di fronte alla visita medica programmata dalla sua futura suocera. Elaha non ha ancora confidato a nessuno di aver già avuto rapporti sessuali e, nonostante il fidanzamento, sta vivendo una sorta di vita parallela con un conoscente e anima gemella. In preda al panico, Elaha prende in considerazione tutte le possibilità, dalla chirurgia plastica alla ricostruzione dell’imene fino al sanguinamento artificiale…

14 Maggio | 20:30 – 23:00
14/5/2026: “Rabiye Kurnaz gegen George W. Bush” (Rabiye Kurnaz vs. George W. Bush) di Andreas Dresen, Germania / Francia 2022, lingue originali tedesco, turco, inglese, con sottoitoli in italiano, 118 min.
“Rabiye Kurnaz vs. George W. Bush” è un lungometraggio franco-tedesco. Il film racconta la storia di Rabiye Kurnaz, una casalinga di Brema, il cui figlio è stato detenuto dagli Stati Uniti in Pakistan e infine imprigionato nella base navale di Guantanamo. La coraggiosa donna tedesco-turca ha lottato per la sua liberazione davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti, insieme al più riservato avvocato per i diritti umani Bernhard Docke.
Jörg Taszman (Deutschlandfunk Kultur): “Il regista Andreas Dresen riesce a presentarla in un modo completamente originale, dimostrandosi ancora una volta un brillante narratore. Trasforma la materia in una tragicommedia. C’è spazio per le risate e per le lacrime…”

13 Febbraio | 18:30 – 21:00
13.2.26, Museo San Rocco
Black Box Blues (Graphic Novel)
Incontro con l’autrice Ambra Durante
Presentazione: Marion Weerning
Moderazione: Ornella Fulco

A un certo punto della vita ci confrontiamo col buio. E da ragazzi questa nuova esperienza rischia di assumere dimensioni enormi. Questa cosa nera che invade tutto porta con sé domande, emozioni, paure… a cui anche gli adulti a volte non riescono a dare risposte. La giovane disegnatrice e autrice Ambra Durante ci accompagna in un viaggio incantevole, profondo e assolutamente veritiero e poetico attraverso il buio verso una consapevolezza nuova e toccante per ogni età…
IL FAMOSO SCRITTORE DANIEL KEHLMANN HA SCRITTO DI «BLACK BOX BLUES»:
È così profondo, triste e vero, e al contempo schizzato con ingannevole leggerezza, che da tempo non vedevo niente di simile. La notte dell’anima, illuminata dall’arguzia di un’intelligenza danzante. Sono stupito e ammirato”.
29 Gennaio | 20:30 – 23:00
29.1.26, ore 20:30
Museo San Rocco (fa parte del MIFGASH)
Nackt unter Wölfen ( Nudo in mezzo ai lupi ) di Frank Beyer (DDR 1963, 124 Min., lingua originale con sottotitoli italiani)

Nella primavera del 1945, tra i prigionieri del campo di concentramento di Buchenwald si diffonde la notizia che le truppe americane, nella loro avanzata, hanno già attraversato il Reno presso Remagen. “Remagen è ancora lontana”, smorza Krämer, il più anziano del campo, le speranze dei suoi compagni di sventura. Mentre il fronte, soprattutto da ovest, si avvicina sempre più, i prigionieri politici del campo, membri del partito comunista, hanno creato un’organizzazione segreta di resistenza; hanno nascosto delle armi e hanno iniziato a preparare la propria liberazione.
Inaspettatamente, gli uomini vedono i loro piani messi a repentaglio. Un prigioniero polacco, arrivato a Buchenwald con un trasporto da Auschwitz, ha introdotto di nascosto nel campo un bambino piccolo in una valigia. Mentre Bochow, il capo dell’organizzazione del partito, ordina di portare via il bambino dal campo, i compagni Höfel e Pippig decidono di nascondere il piccolo nella camera degli effetti personali. Per caso, uno degli ufficiali delle SS scopre il segreto; tuttavia, poiché le notizie sull’avanzata degli americani rendono la fine della guerra sempre più vicina, decide di non tradire il bambino per garantire il proprio futuro, ma allo stesso tempo ha sempre più paura dei suoi superiori.
Con una lettera anonima, l’ufficiale delle SS scatena una ricerca frenetica del bambino, che diventa sempre più brutale man mano che la direzione del campo si convince dell’esistenza di un gruppo di resistenza organizzato e spera di poter rintracciare anche il suo capo grazie al bambino. Quando le SS fuggono davanti all’avanzata degli americani, lasciando solo le guardie, i prigionieri si liberano; anche il bambino è tra i salvati.
I carnefici non appaiono mai come caricature di psicopatici, la brutalità risiede, anche se per alcuni istanti il fanatismo continua a divampare, nella terribile quotidianità del terrore nei campi di concentramento. E più si avvicina la fine della guerra, più diventa evidente l’opportunismo nelle file delle SS, che si avvicinano sempre più allo scioglimento delle proprie strutture di potere. I colpevoli si trovano di fronte al conflitto tra disciplina e coscienza, politica e umanità, nemmeno di fronte alla loro rovina…